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Decreto Bim: la posizione del Consiglio nazionale ingegneri

Decreto Bim: la posizione del Consiglio nazionale ingegneri

Dagli scaglioni di inserimento obbligatori alla posizione in merito alla Uni 11337, la circolare del Cni che fa il punto sul Decreto Bim

Come è noto lo scorso 1° dicembre il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Del Rio, ha firmato il cosiddetto “Decreto Bim”, cioè il decreto ministeriale che, in applicazione del comma 13 dell’art. 23 del D.Lgs. n. 50/2016, Codice degli Appalti, come modificato dal D.Lgs. n. 56/2017, disciplina “Le modalità e i tempi di progressiva introduzione … dell’obbligatorietà dei metodi e strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche” (art. 1).
Il decreto Bim è il frutto di un lavoro a cui hanno preso parte molti attori e si basa sui risultati dell’attività della speciale Commissione Ministeriale, presieduta dal Provveditore Ing. Pietro Baratono, di cui ha fatto parte la Rete delle Professioni Tecniche, rappresentata dal suo Coordinatore (Armando Zambrano). Anche in virtù di questo ruolo cruciale dei tecnici, il Cni ha emanato un parere in cui riassume i punti principali del Decreto dal punto di vista ingegneristico e sintetizza il piano di azione in merito. Eccone alcuni stralci.

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